“UMBERTA ORTELLI”
(Poetessa)

“DONNA UMBERTA”
Polvere di Vento su tela di Juta naturale
Opera di Edoardo Grecò
Casa-Museo-ArteGreco
BIOGRAFIA
Ringrazio,
prima di tutto,
Edoardo Grecò
per
avermi aperto, con estrema cortesia
ed
amicizia, le porte della sua inestimabile
" CASA ".
Entro
in punta di piedi perchè
non
amo parlare di me e sono una dei tanti
che
calpestano questa terra.
Sono
nata a Subiaco (Roma) il 7 Maggio 1936.
Paese
che si stende all'ombra del monastero di
San
Benedetto e Santa Scolastica, lambito
dal
vorticoso “ANIENE”
(fiume del Lazio, detto Teverone, affluente di sinistra
del
Tevere. Nasce sul versante meridionale del
Tarino <monti
simbruini>, attraversa Trevi e Subiaco,
forma
le cascate di Tivoli, si getta, poi, nel Tevere
di ROMA, a far Gran
spettacolo della natura).
La
vita mi ha poi portato qua e là, molto presto
ho
lasciato la terra natia.
Chi
io sia non ha importanza, per me
è
importante ciò che penso e che esprimo,
scrivere è sempre stato, ed è ancora,
una mia passione e bisogno vitale.
Con
i miei versi desidero esprimere ciò
che
intimamente sento, è un viaggio
per
il mondo con la fantasia ed i sentimenti.
Chi
si soffermerà, se vorrà, su queste
pagine,
potrà
conoscermi attraverso la mia semplice
e spontanea
poetica.
Odio
le rime e la metrica, sono solo attenta
alla
musicalità dei miei versi.
Non
ho mai pubblicato su
cartaceo, sono
presente in
alcuni siti Internet.
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" Dopo un undici Agosto "
Tardi ho capito.
Sei vissuto
dietro una porta chiusa
in una stanza ingombra
di intensi pensieri
e una finestra aperta
su un mondo
che,solitario viandante,
riluttante scrutavi.
Hai visto passare
giorni,stagioni,anni,
la tua vita.
Attendevi il tempo
di scoprirne il senso
con l'amaro sorriso
velato da volute di fumo
di un'eterna sigaretta.
Come scomoda entità
ho attraversato
il tuo spazio
seguita
da un infastidito
rapido saluto.
Hai voltato le spalle
a questa realtà
ragionando su altra.
In profondi lontani spazi
si immergeva il riflesso
del tuo IO.
Rabbrividisco,
il freddo percorre
ricordi,illusioni
sentimenti
ricoperti da ombre.
Ondeggiano
sul tuo sguardo
per me sempre ermetico.
Mai più ne avrò lume.
Cade la neve.
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“UN DOMANI”
Un richiamo remoto
mi attira
su questa riva
Vaghe ombre
catturano il mio sguardo,
il mio cuore ha freddo.
Paesaggio surreale.
bianche fronde sfiorano
lievi
l'immota superfice
di un gelido lago.
E' l'inverno del mio esistere,
della sfumata bellezza,
del declino di ogni attesa.
Un sussurro
fa ondeggiare le foglie .
Il suono del mio nome,
danza fra le fronde,
eco che si dissolve.
Solo il soffio dell'anima
veste di bianco,
immagine virtuale
sempre giovane.
Un rosso petalo
di rosa
scende volteggiando.
Sarà l'ultimo colore
di un addio.
Di me resterà
l'alitare dell'amore
che ti ho donato
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" DUE VESTITI "
Indosso ogni mattino
il mio vestito
di attese e speranze,
circondata ancora
dall'alone dei sogni notturni.
La sera
mi spoglio lentamente
di una veste che sa di delusione,
grigiore solitudine,
delle bugie che mi hai detto.
La mia pelle avverte
un'improvvisa carezza,
la tua.
Ogni poro si dilata,
bevo,assetata,
l'artificio creato
ammagata dalle tue labbra
che mi sfiorano calde.
Insieme saliamo
sulla luce dei sogni,
dell'irreale.
Il mio vestito
è in un angolo
dimenticato,
con le tue falsità.
Sino all'alba
del domani
indosserò il velo
dell'illusione.