(di Edoardo Greco')
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"Lo GIOCO sta nel QUADRO"
Non il gioco
può cambiare lo quadro,
ma nel quadro
si alterna lo gioco
nel CRUCIS di VIA
del NOVE
(9)
!
Nacque già forte
e metra nell'oggi anni cinque(5)
il P.T.H.M. Ordine TEMPLARE
del ROMA capitale, Che
fra Omi tanti, fa
lo grande gruppo,
se pur lo è ancora Bimbo
si move fra li genti, per
lo cercar Divino Sommo
che, illuminar lui può
li Omi a scura pigna.
E' nata una gran luce, e
a farne portatore
è l'Omo designato
con mano da possente
per comandar l'armata
pur dove non fa santa
la terra desolata, con
simbolo stendardo e
rossa croce al centro, per
indicar calvario, del
CRISTO REDENTORE
che discolpar lui vuole
lo debole di fede, che
lesto lo ha tradito, per
il principio misero
delli denari Tre(3). …?
Cammino si fa lungo, per
giungere di meta, dove
la verità fa loco
e aspetta il messaggero
per riportarne note
al TEMPIO delli MASTRI.
Giorno si annuncia al presto
di gloria e dello arrivo, di
Omo già prescelto
con bianca veste e Giglio
a indicar rinascita, nel
ciclo dopo(6)
il primo(3).
?
E' il campo, che
si afflotta di battaglia, dove
la CrucisVia fa primeggio
e non dall'Omo aspetta la risposta,
poiché, già sa, dove
lo vinto alloggia.
Lo vinto di battaglia persa, è
colui, che:
non di fede mormora con PIGNA,
e al buio tiene loco di concetto.
Lo vincitore
segue VIA di LAMA, per
non di persa far la meta prima,
giunger di master cupola
TEMPLARE.
E' il campo, che
invita flotta alla battaglia, quella
che porta Omi a vincere se stessi
e a compimento primo
ber di COPPA.
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"NELLA TERRA DI NESSUNO"
Son giunto
nella terra di nessuno, dove
l'armonica suono con la bocca, mentre
attendo il visto dell'usciere, per
lo passar confine, dove,
dolce, la musica esce
dai pensieri.
lo dubbio rompe
l'incanto di concerto, che
turba la speranza non di morta,
si arrota storia fantasia, nello
ignoto mondo che mi aspetta,
e per capire se, nello di là,
meglio si vive.
Si abbrivida, del mè, lo pelo
nello sentir lo tocco d'ombra, che
l' essenza bussa, per
annunciar lo tempo già scaduto
e presentar lo conto,
del raccolto
Mi abbroncio di vergogna, e
non coraggio trovo a far discolpa, per
non aver fatto il buono nella vita,
ma soltanto abuso a desiderio frutto.
Son giunto dunque nella terra di nessuno,
bianco di pelo e di pensieri a brivido.
Ordunque...
è questo l'inverno della psiche,
da mortovivo più, non fa difetto.
Omo lo fui, ma pur
mi vien sospetto !
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“AMARO NATALE”
E' lo Natale questo, che
bussa piano
e non si apre porta, per
li fratelli, che
dispersi sono nella
Cricis Via.
Bianca, la neve
tarda lo suo arrivo
e non di purezza, fa
candidi, li,
TERRENI.
Grande,
raduno ci sarà
nel giorno Santo, quando
lo gran Maestro
annuncerà lo CANTO:
“l' Essenza d'ogni Omo
emergerà dal fondo, e
l'ogni male.... si laverà col
PIANTO.
E' lo Natale questo
nello amaro:
“pochi faranno festa, con
lo dolce PANE”.
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OTTOBRE VENTINOVE
Fu, giorno di gran luce
in su collina, dove
la guancia porge lo convento
all'alto SOLE (1)
e l'eco d' OMI allungava le sue onde
nel verde di boscaglia di
FLORENZIA.
Tutto pareva fosse sogno
mentre l'armata Santa
mostrava li mantelli, con
Candido del bianco
e rossa croce.
Nell'aria fischiava, lo
indietro tempo di cavalier devoti,
mentre, emozion battaglia
lo cuor, del mÚ, faceva
allo ascoltar, forte lo tuono,
dello possente in voce Raffaele, che
a cerimonia, annunciava
nobili di zone....
Giunto lo fui in loco di convento, da
Omo piccolo e di vento,
rientro feci in lontana mia dimora,
ma dietro ho lasciato spirito a far scia
e per ritrovar nel facile la via.
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L'ARMATA BIANCA
Son l'Omi
dallo mantello bianco, che
Croce portan rossa
sulle spalle.
Son l'Omi
Cavalieri con la spada, che
di congiunte mani alzano a Croce, con
la lucente lama in verso basso,
dove la terra chiama
FORZA.
Son l'Omi
camminanti in terra Santa
a far mai stanco della loro fede,
pur fosse questa
il donar la
VITA.
Cavalieri sono e molti,
nell'armata, per
lo gruppo far
Fratello UNO,(1)
lo sia pur questo......
immenso nel sapere,
LO MESSAGGERO.
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TEMPIO E TEMPLARI
E' Templare
il vivente Maestro
nel tempio.
E' dal trino che nascon
Templari al comando
dell'armata di Via.
Messaggeri sono
I Cavalieri del Tempio,
nella via di lama
TERRENA.
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UN FRATELLO AL TELEFONO FILO
Forte la voce
tuona con lo filo, nell'onda
parla versi Calabresi, che
Cuor del mÚ
risvegliano bambino, quando
la fretta avevo, nel
fuggire, dove
la fame non
sferrava
MORSO.
Nell'oggi
faccio, nel tardo,
l'Omo bianco, che
lo capello spela, e pur
di fame tiene di fratelli, quelli
che ho lasciato in
lontana terra.
Padre, lo nostro
sommo omnipotente,
del mÚ , si Ú ricordato a far soccorso
e a gran dono pure, lo
Pascale che, Giovanni
porta a sommo nome,
dove conforto trovo
e Amico caro.
Nel sonno, sogno
e il sommo prego, che
allo risveglio, sia
STORIA VERA.
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IL TACITO FRATELLO
E' l' Omo
Giovanni Malara
a parlar poco, e
di quel dir, nel corto
fa romanza, con
l' Umano codice, che
legger lo può
lo simile fratello, quando
li quattro occhi, fan
la croce.
La croce, indossa lui,
sul bianco di mantello,
mentre, con destra mano,
porge il Cuore, al
SOMMO.
Tacito Ú l' Omo, lo
GIOVANNI,
a lui porgo l'abbraccio, da
FRATELLO.
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COME UNA FAVOLA
(Dal libro FAVOLE IN PURGATORIO, volume terzo)
Come una Favola
incantevole
Ú nata l'Amicizia, fra
esseri di Umano Cuore, che
pur di Arte dipingono LA VITA,
e lor di nome già pur dice tanto:
li cavalieri dal mantello bianco.
Che fan Templari, nella
ITALIA Roma,
P.T.H.M.
Bello lo incontro,
bello lo tutto,
ETERNA SARA'
FAVOLA a RICORDO.
Edoardo Greco'
il piccolo Omo di vento
nella Italia dello mondo più basso
lo anno 2011, ottobre Ventinove
(Firenze) Italia.
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IL PRIMO CAVALIERE
Dallo alto
dei mondi, il supremo,
mi dette il comando di armata, per
domare e cavalcare la forza, che
terrena trascina li Omi, dove
l'Ombra fa trama nel male.
Son di Luce
armato a sapienza, per
portare messaggi di pace
alli OMI smarriti nel nulla.
Cavaliere, son qui, comandato di
far primo di esempio, fra Omi,
pur guidarli nella via celeste
a percorso di luce infinita
ove, la pigna, non mai
si spegne.
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Edoardo Greco'
il piccolo Omo di vento.